Cos'è la Legionella

Legionella spp è uno degli agenti eziologici di polmonite batterica e deve il suo nome all’epidemia di polmonite che si verificò tra i partecipanti ad una riunione dell’American Legion nell’estate del 1976 a Philadelphia: tra gli oltre 4000 veterani presenti, (chiamati appunto “Legionnaires”), 221 si ammalarono e 34 di essi morirono; solo in seguito si scoprì che la malattia era stata causata da un “nuovo” batterio, denominato Legionella, che fu isolato nell’impianto di condizionamento dell’hotel dove i veterani avevano soggiornato.
Si tratta di sottili bacilli Gram-negativi, aerobi, asporigeni, generalmente mobili per la presenza di uno o più flagelli Attualmente al genere Legionella appartengono 54 specie suddivise in oltre 70 sierogruppi e circa la metà di queste risultano patogene opportuniste. La specie pneumophila è quella maggiormente implicata nella patologia [da Diederen BMW. Legionella spp and Legionnaires' disease. J Infect 2008; 56(1):1–12]. Si stima infatti che L. pneumophila sia responsabile di oltre il 90% dei casi di infezione.
La Legionella
penetra nell’ospite attraverso le mucose delle prime vie respiratorie, in seguito ad inalazione di aerosol contaminati o più raramente di particelle di polvere da essi derivate per essiccamento o aspirazione di acqua contaminata.
 

In Italia

Nel 2010 sono pervenute all’ISS 1.234 schede di sorveglianza relative ad altrettanti casi di legionellosi, di cui 1.184 confermati e 50 presunti, senza sostanziali variazioni rispetto al 2009.
Dei 1.234 casi notificati, 65 (5,3%) erano stati ricoverati in ospedale, 129 casi (10,5%) avevano pernottato almeno una notte in luoghi diversi dall’abitazione abituale (alberghi, campeggi, navi, abitazioni private), 42 casi (3,4%) erano residenti in comunità chiuse, 18 casi (1,5%) avevano frequentato piscine e 6 casi (0,5%) avevano effettuato cure odontoiatriche nei 10 giorni precedenti l’inizio dei sintomi. I casi nosocomiali hanno avuto un notevole decremento, passando da 110 nel 2009 a 65 nel 2010. Tuttavia la letalità dei casi acquisiti in ospedale è risultata superiore al 53% (34% del 2009) contro il 13% dei casi comunitari, e questo dato evidenzia l'importanza di adottare negli ospedali le migliori misure di prevenzione e controllo disponibili per ridurre al minimo il rischio di malattia.


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